Il Dubbio di Nuccio Pepe recensito da Pasquale Hamel

“Il dubbio”, la tragedia della Shoa secondo Nuccio Pepe

Non capita spesso di leggere un libro che ti resta dentro come rovello e ti costringe a ripensarne la storia, le frasi e, perfino, le parole che hai letto. “Il dubbio” (Torri del Vento), piccolo libro di Nuccio Pepe ce ne offre l’occasione. Con una cifra di scrittura densa di richiami mitteleuropei – la lingua di Musil o di Canetti – per esemplificare, senza rincorrere i toni aspri della denuncia, offre infatti al lettore una storia, una delle tante ma non per questo meno forte, dell’immane tragedia della Shoa, macchia indelebile che insozza l’immagine esaltante di una civiltà che avrebbe dovuto fare della cultura dei diritti il suo codice naturale.

È la storia di una ricerca, in una Vienna dal volto elegante, occassionalmente solare e, apparentemente ma, forse anche, volutamente estranea a quella allucinante esperienza vissuta negli anni bui del nazismo. Un percorso all’indietro, che trova alimento nella casuale scoperta di un polveroso ma, anche, ricco archivio che per decenni ha conservato brandelli di memoria di un mondo, di una cultura che la furia assassina aveva voluto cancellare. E lì dentro, fra quegli oggetti disordinati, fra quei materiali abbandonati o, piuttosto, nascosti, un frammento roso dalle tarme e consunto dal tempo. Quel frammento diviene silenzioso testimone di una verità indecifrabile che da un tempo lontano interroga drammaticamente, insinuando il tarlo del dubbio, il presente del protagonista della storia.

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Libriamo
16 febbraio 2015 -di PASQUALE HAMEL

Nuccio Pepe “Il Dubbio”: recensione di Ignazio Apolloni su Gaudia 2.0

http://gaudiaduepuntozero.blogspot.it/2013/12/apollonglosse-il-dubbio.html

lunedì 30 dicembre 2013
ApollonGlosse ░ Il dubbio
PERCHÉ IL DUBBIO?
Una storia raccapricciante, ancora una volta: una delle tante che appaiono e scompaiono; avvolte dall’oblio per essere quindi seguite da altre a ricordarci che c’era una volta il massacro degli ebrei. Come niente, come fosse niente perché magari non ci ha riguardato; o perché ormai siamo diventati indifferenti.

Perché non siamo più capaci di indignarci? Eppure è accaduto, si chiama semplicemente Shoah. Un nome tra tanti, inglobati all’interno di quelli che pronunciamo senza rendercene conto perché la vita sta lentamente perdendo di significato.

Siamo massificati, ossificati; insensibili agli accadimenti; rassegnati all’estinzione della specie umana. Mai un urlo, un grido di massa a dire basta. Solo quando c’è un nuovo sterminio si solleverà per un solo istante l’indignazione seguita subito dopo dall’abulia più completa. La carne è diventata oggetto da macello e l’introspezione è stata annegata nella melma.

Questa la riflessione a leggere Il dubbio di Nuccio Pepe edito da Torri del Vento: una foglia di albero prossima a diventare definitivamente secca, da essere raccattata e buttata via nel ceneritorio (o crematorio fa lo stesso).

Il caso vuole che da una amicizia con un sopravvissuto l’autore scopra lentamente la curiosità – che diventerà libido – di saperne ancora; di denunziare al mondo. E ciò con la pacatezza di riflessioni e dialoghi improntati ad una rabbia rattenuta (e commovente ex-cursus verso la rivelazione: la quale non è altro che il ritrovamento di documenti ormai lacerati dal tempo ma ancora vividi in chi li scoperse). Hanno provato a decrittarli senza però alcun esito tangibile se non quello di lasciare dei dubbi. Dubbi sull’identità di chi li scrisse; sul cosa ci sia scritto; quale il messaggio, e a chi.

Tutto nel libro avviene per caso. È un caso che l’autore conosca e frequenti un signore austriaco: il suo Virgilio il quale lo porta inconsapevolmente a conoscere l’inferno. Una persona vocata e votata per virtù quasi divina, all’amore per gli altri, chiunque sia l’altro; un esempio di altruismo missionario, da prendere a esempio di dignità contrario ed opposto alla discriminazione. Una lezione di alto valore, civile, etico e morale, dunque un messaggio: forse l’ultimo della annunciata prossima catastrofe.

Un libro che si legge di un fiato che però lascia tracce indelebili in chi sente l’urgenza di uscire dallo stallo in cui è stato e si sente cacciato.

Perché allora il dubbio? Forse perché non ci sono più certezze?

Ignazio Apolloni

Nuccio Pepe a “Le Vie dei Tesori ”

Sabato 26 ottobre 2013.Ore 18.
L’ERESIA DELLA VERITA’ con Cristina Budroni, Nuccio Pepe, David Vyssoki e Laura Anello
Nel 2000, durante i lavori di ristrutturazione di un vecchio edificio di Vienna, è venuto fuori dietro un muro un archivio di ebrei scomparso negli anni dell’olocausto. Una miniera di storie, volti, suggestioni mai raccontato oltre i confini dell’Austria. nell’archivio storico comunale che è lo scrigno della memoria cittadina e che sorge al posto dell’antica sinagoga ebrea, ne rivelano la storia David Vyssoki e Cristina Budroni, gli psicoterapeuti che hanno fondato a Vienna l’associazione ESRA, che ha aiutato prime, seconde e terze generazioni a superare i traumi dell’olocausto. Con loro lo scrittore Nuccio Pepe, che alla memoria sotterranea di vienna e alla verità “eretica” ha dedicato il libro “Il dubbio”.